Marchio e Logotipo – cos’è e come si progetta

Incominciamo intanto con il fare chiarezza sulle differenze tra logo, logotipo e Marchio, termini spesso utilizzati impropriamente per descrivere quello che si vuole.

Il logo ( abbreviazione di logotipo; dal greco λόγος – logos significa “parola” e τύπος – typos che invece significa “lettera”) è la scritta che solitamente rappresenta un prodotto, servizio, azienda o altro ancora, costituito da un lettering – font, colori, forma – ben preciso esempio: Scavolini, Paola Lenti, Antonio Lupi design, etc.
logotipo quando uniamo il logo (scritta) ad un simbolo grafico,  che insieme diventano Marchio che identificano la Marca esempio Wiśniowski, Biesse Goup, Colombini Group, etc.
In alcuni casi, a completamento del Logo / Marchio si accompagna uno slogan, cioè una keywords che ci definisce.


Una società senza un logo è come un uomo senza volto
David Airey – designer, blogger

Il Marchio quindi è uno degli elementi più importante dell’identificazione visiva che rende il servizio, azienda o prodotto come unico. E’ il nostro protagonista, il nostro referente e interlocutore. Comunica ciò che si cela dietro un progetto imprenditoriale.  Grazie al Marchio il cliente ci ricorda, si identifica, diventa una risorsa importante per l’azienda.

Quali sono quindi le caratteristiche di un Marchio di successo?

Per essere efficace il Marchio deve attenersi ad alcuni principi insostituibili, quali:
Semplice e originale – La semplicità è in grado di rendere un logo riconoscibile e facile da imprimere nella memoria permettendogli di diventare unico.
Duraturo – Se ben progettato.Il Marchio non segue mode o tendenze ma unicità e originalità. Un design curato da un professionista non teme in lo scorrere del tempo.
Appropriato al settore nel quale si colloca l’azienda, nonché adeguato al target e alle richieste dello stesso.
Versatile per meglio adattarsi ad ogni versione di utilizzo dalla spilletta alla carta intestata, dalle web  alla brochure, fino alle applicazioni estreme come insegne, targhe, etc.

Bruno Munari – artista, designer e grafico di massima espressione del XX  secolo diceva: “Complicare è facile, semplificare é difficile. Per complicare basta aggiungere, tutto quello che si vuole: colori, forme, azioni, decorazioni, personaggi, ambienti pieni di cose. Tutti sono capaci di complicare. Pochi sono capaci di semplificare”.

Come ottenere questi risultati
Bisogna partire dal presupposto che ogni azienda, servizio o prodotto è unico, importante e protagonista del suo mercato.
Disegnare un Marchio non è automatico e non ne esistono di preconfezionati, l’improvvisazione non è contemplata. Ci sono regole e un ordine progettuale ben definito per l’identità visiva di una azienda qualunque essa sia.
Nell’ordine relativo al progetto del Marchio, il cliente non paga per un “disegno”, ma per l’intero processo analitico che avviene prima di iniziare il lavoro e il successivo processo creativo. Il perchè un Marchio ben progettato da un professionista, studio o agenzia non ha di che temere sugli effetti del tempo, la troviamo nella risposta dei numerosi “disegni” presenti online che seguono mode, stili e gusti personali.

A] Modus operandi – Conoscere l’azienda
Un accurato “BRIEF” è il primo e più importante passo per conoscere il nostro interlocutore. L’azienda, le aspettative, il messaggio che desidera inviare e la natura del pubblico a cui si rivolge.
Se esiste un Marchio, lo si deve prendere in considerazione insieme ai materiali sin ora utilizzati ove è stato applicato. Questo permetterà di valutare il grado di comunicazione fino ad ora effettuata così da comprendere come sta cambiando l’azienda

B] Modus operandi – Progettare il Marchio
Ogni professionista ha il suo approcio, chi disegna a mano le prime idee e chi si cimenta con strumenti informatici. Ma tutti hanno in mente quale è il processo progettuale. Io li adotto ambedue, perchè le due tecniche si sposano per differenza.
Si inizia con la ricerca del font, per creare un segno tipografico che sia ,chiaro e leggibile. La scrittura del nome del marchio ci avvicina già ai destinatari. Selezionate le prime font, si disegna il pittogramma (simbolo, icona, …). Una volta abbozzato il simbolo e selezionate le scritte accostiamo i due elementi per valutare come interagiscono tra loro in bianco e nero e a colori, fino a scegliere alcune proposte ritenute più efficaci a rendere il Marchio come unico.

La ricerca del colore o analisi cromatica, non è senza significato. Per ogni categoria di prodotto esistono dei colori preferibili a cui corrisponde un messaggio. In alcune categorie è molto importante conoscere le “regole” – ad esempio nel settore medico è bandito il rosso oppure nel packaging di prodotti alimentari freschi si usa l’azzurro.

/ Passaggi di progetto – simbolo Citta’ in comune /
/ Marchio Citta’ in comune /

Allo studio preliminare segue la presentazione del Marchio. ora il cliente ha a disposizione una selezione di elemnti che identificano l’immagine dell’azienda. Si definiscono insieme gli ultimi aspetti grafici e si procedere con il progetto concreto. Il definito.
Viene elaborata l’essenza del Marchio realizzando i disegni definitivi: la costruzione del Marchio, i font che saranno utilizzati con le caratteristiche di lettura, i colori che interpretano il Marchio e i disegni sulla corretta applicazione del Marchio/Logo sui diversi media.

/ costruzione del Marchio Tecnologie Mediche /


Il design del Marchio quindi, a meno che non venga trattato superficialmente o il cliente non ha aspettative per quanto riguarda gli effetti del lavoro, è un processo che richiede competenze specifiche per questo è bene appoggiarsi sempre ad un professionista. L’intero processo del progetto influisce sulla qualità, la genuinità e gli altri significativi aspetti del Marchio nonchè alla vostra immagine. Come si può comprendere, non commisurabile con “10 minuti di lavoro.

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