Design e i legami con la natura. La mostra “Broken Nature: Design Takes on Human Survival”

Il design socialmente responsabile è per molti associato a strane installazioni, mancanza di estetica ed incomprensione. Stereotipo del pensiero è che sia una spiacevole alternativa al design nel contesto di bellezza – sedie, cucine sofisticate o all’eccitazione di nuovi prodotti di designer in un contesto come quello del Salone del Mobile. Vogliamo genio, ingegno, effetto wow, sorpresa? Qualunque sia il momento di gioia e curiosità  dovremo oltremodo tener presente che non bisogna tralasciare che prima ci vuole e ci è voluto affrontarne i problemi che affliggono il nostro sistema.

Anche se doloroso l’opportunità di “vedere” cosa accade e potrebbe accadere in un futuro prossimo, è visitare la mostra alla Triennale di Milano.

Costernazione! Questa la prima reazione che ho avuto dopo aver varcato la soglia della Triennale di Milano – mi son sentita come i più grandi parassiti, essere ingrato che ha ignorato la bellezza della natura, non rispettando le specie più vecchie e sagge, avviando un processo di riflessione profonda. Incuriosita come il curatore sia riuscito di realizzare tutto questo, scopro che è una Lei, Paola Antonelli – curatrice di architettura e design al MoMa di New York – e nella sua calma ha la consapevolezza del ruolo di uomo e accetta il futuro con calma.

“L’umanità un giorno scomparirà a causa della crisi ambientale, ma possiamo assicurarne una fine degna. Non avendo il potere di fermare il naturale corso degli eventi, possiamo cambiarne il modo e renderlo migliore. Usiamo questo tempo cui siamo in un modo buono. Proprio come se stiamo progettando di lasciare il lavoro.”– argomenta.

Per cambiare il nostro approccio a lasciare questo pianeta, dovremmo pensare del design con profondità e trattarlo come una scienza. Riguarda il design legato all’ambiente, al minor spreco, a riciclare maggiormente ed alla riparazione delle cose, all’avere piu contatto con le persone e le altre specie.

“Spesso si pensa che un design responsabile ed etico sia a scapito di qualcosa che dobbiamo sacrificare per la sensualità o l’eleganza della forma. Ma non è così “, dice Antonelli

Tuttavia, per convincersene, devi avere il coraggio di trattare le tue convinzioni come supposizioni ed essere pronto a rovesciarle. La mostra Broken Nature si compone di 120 progetti degli ultimi 30 anni che mostrano il doloroso rapporto umano con il pianeta. Ho scelto alcuni dei lavori per mostrare che lo spirito degli innovatori del Rinascimento e ancora molto diffuso nella società e l’innovazione in sé è un termine molto più ampio.

Soprattutto in Polonia siamo abituati a pensare che l’innovazione è un metodo smart, basato sulla migliore tecnologia e di Internet che permette alle aziende di fare soldi. Nel frattempo, l’innovazione è un modo di pensare l’ambiente, problemi e soluzioni. Broken Nature è una serie di reminiscenze del passato, un momento di riflessione sulla bellezza della natura e le proposte che ci permetteranno di estendere la nostra vita sulla terra se accettiamo il fatto che è arrivato il momento per la nostra pensione sul pianeta. Può essere un buon momento per noi per prenderci cura.

The Great Animal Orchestra – Un’installazione creata dal musicista americano e bioacustico Bernie Krause e artisti provenienti da Artists Collective United Visual (UVA). Uno straordinario pezzo che muove tutti i sensi e rende la fede nel preservare la bellezza del mondo animale è una priorità. Il progetto ha anche chiamato “i paesaggi del suono”, perché Krause ha raccolto più di 5.000 ore di audio habitat naturali, tra cui almeno 15 000 specie di terra e di mare in tutto il mondo. Il musicista addestrato presto scoperto l’armonia musicale e l’organizzazione quasi di orchestra nel mondo di vocalizzazione dei animali.

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Think Evolution #1: Kiku-ishi (Ammonite), Aki Inomata (Giappone, 1983)

Questo lavoro mi ha commosso molto, perché fa appello al desiderio di avere una casa, che molte persone rifiutano per vari motivi. Questo è ciò che ha fatto il polpo, che in evoluzione ha respinto il suo guscio per sfuggire ai predatori più velocemente. Ci sono casi noti in cui i polpi usano gusci di cocco o mollusco. L’artista ha creato con l’aiuto della stampa 3D e la scansione un guscio di ammonite (un sottogruppo di cefalopodi estinti), gli antenati dei polpi. La mette accanto a un piccolo polpo nell’acquario e la riprende quando torna “a casa”.

The Nation of Plants, Stefano Mancuso 

La biomassa del nostro pianeta consiste di oltre l’80% delle specie vegetali e solo il 3% degli animali, inclusi gli umani. Forse vale la pena ascoltare ciò che i fratelli più anziani e più numerosi hanno da dirci? Per secoli le piante sono state considerate una specie inferiore per gli animali. Recenti ricerche nel campo delle piante hanno dimostrato che hanno organi di senso e memoria e che comunicano tra loro e possono quindi essere considerati organismi “intelligenti”.

Secondo Stefano Mancuso, neuroscienziato e curatore della mostra, l’obiettivo degli organizzatori era di dimostrare che le piante non hanno solo una funzione estetica e talvolta nutriente, perché hanno deciso di presentare le piante come nazione?

Tutto è costruito come un paradosso. Molte nazioni prenderanno parte alla XXII Triennale di Milano, ognuna con un proprio padiglione, che dimostrerà progressi tecnologici, intellettuali e filosofici. Abbiamo quindi deciso di considerare le piante come uno stato separato che si presenterà con il proprio sistema di valori e competenze. – spiega Mancuso in un’intervista per Domusweb.

La mostra che usa una metafora presenta il discorso commovente della nazione vegetale nell Nazioni Unite, spiegha anche come comunico, come distribuiscono gli ingredienti necessari e perché dovremmo capirli nella categoria della “superpotenza”, non testimoni silenziosi delle nostre azioni umane.

Design for an overpopulated planet: Foragers 2009, Anthony Dune, Fiona Raby

La visione del consumo di cibo nel 2050. Una proposta che, in considerazione dei nostri bisogni sempre crescenti, cambia il modo in cui digeriamo il cibo piuttosto che l’ambiente naturale. Sono state esaminate le tendenze sociali, culturali e tecnologiche esistenti, la letteratura e i progetti artistici in settori correlati. Prima di iniziare a lavorare con uno specialista in fibra di vetro per produrre oggetti finali, le proposte di progetto sono state sviluppate in un processo sperimentale e iterativo utilizzando una combinazione di schizzi, prototipi fisici, modelli generati al computer e prototipi rapidi. Adoro mangiare pasti tradizionali ed è stato scioccante per me.

È questo il futuro e il prezzo per salvare il pianeta?

 

Capsula Mundi, 2003, Anna Citelli (Italia), Raoul Bretzel (Italia)

Dopo la morte, i nostri corpi tornano alla natura.
Inserendoli nelle bare, il processo di decomposizione viene ritardato e l'ambiente è ulteriormente contaminato. Capsula Mundi è un contenitore a forma di uovo, fatto di materiali biodegradabili, in cui è inserito il corpo del defunto. La capsula aderisce al terreno come una piantina da cui cresce l'albero, il luogo del lutto e dei ricordi. Questo approccio elimina i confini tra la natura e l'uomo, mostra che tutto è un ciclo - la vita umana si trasforma in una pianta.
 

ReliquariesArmando Bruno, Paola Bay

Una manciata di terra, una goccia d’acqua pulita, una stella marina, spesso pensiamo che ci siano stati donati una volta per sempre e in modo ovvio, e questo è un cimelio di natura. Una volta la margherita può essere più preziosa di un diamante.

Seated Design Collection, 2017, Lucy Jones (Walia)

Una collezione di vestiti per persone in sedia a rotelle, che tiene conto non solo delle loro esigenze ma delle caratteristiche fisiche del corpo. Le persone su sedia a rotelle devono avere dimensioni diverse (riduzione e aumento di gruppi muscolari specifici come conseguenza della modalità di seduta), maniche, colletti e gambe.

Bee’s, 2007, Susana Soares (Portogallo)

Utilizzo umano di competenze olfattive insolite delle api per diagnosticare malattie. La ricerca scientifica ha dimostrato che grazie alle api che vengono a contatto con l’alito umano, è possibile diagnosticare in una fase iniziale molte malattie diverse, quali: tubercolosi, cancro ai polmoni e cancro della pelle e diabete.

http://www.susanasoares.com/index.php?id=56

Sanktuary, 2018, Patricia Piccini (Australia)

I bonobo sono più vicini a l’uomo delle tutte specie esistenti. Risolvono i conflitti per mezzo di relazioni sessuali, non violenza, si baciano e copulano faccia a faccia – solo noi e loro abbiamo questi abitudini. Un’immagine di amore, vecchiaia, tenerezza, intimità e sessualità. Possiamo riguadagnare l’elemento bonobo in noi?

Resurecting the Sublime 2019 – Dr. Alexandra Daisy Ginsberg (UK), Sissel Tolaas, (Nor), Zespół Ginkgo Bioworks, azienda biotecnologica , Dr. Christina Agapakis, Creative Director , IFF Inc. (USA)

Annusare di nuovo le piante che si sono estinte? Questo sogno romantico è stato possibile grazie a un’ingegneria genetica avanzata, con l’aiuto di cui gli scienziati hanno estratto le antiche fragranze delle tre piante i cui resti sono stati conservati nell’erbario dell’Università di Harvard. Le fragranze sono state combinate con paesaggi ricreati digitalmente per mostrare la relazione tra le specie e il mondo che non esiste più.

Menstruation Machine, Takashi’s Take 2010, Sputniko! (UK, Jap)

Un sogno per le donne che vorrebbero che gli uomini sperimentassero ciò che le mestruazioni almeno una volta. Una cintura che chiunque può indossare, dotata di un sistema che imita la perdita di sangue e gli elettrodi che stimolano il dolore mestruale. Perché, chiederebbero alcune persone? Per comprendere la relazione tra uomo e natura, identità di genere, biologia. Perché siamo curiosi.

La XXII Triennale a Milano durerà fino al 1 settembre 2019. È accompagnata da una piattaforma online, incontri, simposi, un catalogo di saggi scritti da scienziati, designer e critici e tanti altri singolari progetti da scoprire.